domenica 23 settembre 2007

 

Ancora e ancora

Ci sono dei momenti in cui i pensieri fluiscono liberi dalla mia mente e le parole compongono un disegno che va al di là della mia coscienza. Questo è il frutto di uno di quei momenti.

Quest'opera è distribuita sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License




Quegli occhi mi fissano, scrutano oltre la lucida superficie, mi specchio e loro sono lì.
Bocche fameliche, occhi infossati, mani nodose, fredda la superficie.
Immobile rimango a guardare mentre il terrore gocciola lungo la mia schiena.
Le loro voci come un bisbiglio raggiungono il mio orecchio, non distinguo il senso delle loro parole eppure sembrano minacciarmi.
Mi riempiono la mente fino ad annullare completamente i pensieri.
Un rumore secco e forte, come uno schiaffo in pieno viso, mi riscuote.
Il panno è tornato al suo posto impedendomi di vedere.
Joe è a terra, lo prendo e stringo il suo corpo morbido fra le braccia.
Mi allontano dal panno e dalle immagini che sono ancora nei miei occhi.
Il pelo di Joe mi fa il solletico sulle guance mentre cerco di affondare il viso fra le sue orecchie. Lui fissa come me il panno, in silenzio.
Quando siamo abbastanza lontani mi volto e corro lungo il corridoio.
È buio, quando finalmente giungo da lei, io e Joe ci precipitiamo contro le sue gambe. Lei mi sorride e con una mano mi scosta i capelli, i suoi occhi mi dicono che tutto è finito, il suo odore mi fa scendere una lacrima giù per la guancia.
Joe è fra noi due.
Quando apro gli occhi, il freddo della stanza è tale da lasciarmi senza fiato, e lei non è con me.
Tremo.
Anche Joe non è qui, ma sento ancora il suo pelo sotto le mie dita.
Mi alzo.
Il bianco delle pareti ogni mattina ferisce i miei occhi e questa luce fredda mi fa sentire nuda.
Il consueto rumore metallico del vassoio che scivola sotto la porta mi riscuote.
Vorrei che quelle insulse pappine sparissero o che una volta tanto nascondessero qualcosa di utile.
Rimesto la melma verde e poi la ingurgito.
Nessuna novità.
Dopo un tempo indefinito, un clangore forte preannuncia l’apertura della porta.
Odio i camici azzurri.

Fisso l’uomo che ogni mattina mi fa le stesse inutili domande, cerco di respirare profondamente e di darmi il tempo necessario per rispondere.
Tutto sommato non devo essere andata male, i camici azzurri non mi riportano indietro, ma nel salotto comune.
Mi siedono davanti alla tv e lì rimango.
Vallette in top, uomini in giacca e cravatta, bambini saltellanti e cani sbavanti, cuoche in rosa e rossetti sgargianti si susseguono sul monitor senza sosta.
I miei compagni sono irrequieti e le loro voci sovrastano l’audio delle trasmissioni, ma non mi secca, io ripenso al mio sogno.
Calze autoreggenti, slip antistress, quattro ruote motrici, quadranti per giovani rampanti, sorrisi spasmodici, denti aguzzi, occhi arrossati, pelle lucida come la pietra fredda.
Le voci si fanno sempre più ovattate e quel ronzio che ben conosco si insinua nella mia mente.
Una mano artigliata si protende verso di me.
Ma il suo odore raggiunge le mie narici, scatto in piedi, è qui.
Gli occhi bramosi mi bruciano, la mano pungente mi afferra, un dolore lancinante mi assale, corre su lungo il braccio fino al petto: boccheggio.

Quando riapro gli occhi sono ancora una volta nella gelida stanza bianca.
È tutto bianco qui, anche queste lenzuola del cazzo.
Le mani mi tremano e grumi rosso scuri chiazzano le mie unghie.
Sottili linee percorrono i miei palmi, quando stendo le dita compaiono minuscole goccioline di sangue, le osservo spandersi veloci.
Brucia.
La porta emette quel orribile cigolio, i camici azzurri questa volta sono accompagnati dal capo.
Che bella sorpresa.
Si occupano delle mie mani e poi mi lasciano con lui.
Quando dopo un’ora mi lascia sola, è più frustrato di me, non ho detto nulla, sarebbe stato superfluo.

Le sue mani leggere accarezzano i miei capelli, lentamente.
Sento la lana sfiorarmi il viso, un odore dolciastro come di arance mi avvolge.
È calda e io ho terribilmente sonno.
Quando loro giungono ancora una volta siamo soli, io e Joe.
Lo stringo forte e senza fiatare mi rannicchio contro il muro.
Urlare a che servirebbe?
Spingo il muso di Joe contro il mio petto, non voglio che veda, non voglio che senta.
Mi dilaniano con le loro unghie e io sono costretta a guardare il mio sangue che scivola via ora dopo ora.
Non morirò mai.

L’ora del bagno era quello che stavo aspettando, da tanto.
Spasmi mi scuotono mentre gocce gelide pizzicano la mia pelle.
Mi osservano, ma non hanno ancora capito.
Mi lasciano fissare lo specchio mentre mi spazzolo i capelli.
Per un po’ guardo i miei occhi scuri, sono cerchiati di nero, poi un luccichio attira la mia attenzione, è lì come un’ombra dietro di me.
Poi l’odore di arance mi culla.
Respiro, ma cerco di trattenere ogni rumore, non voglio che sentano.
Allungo una mano verso lo specchio e lei avvicina la sua per toccarmi.
Chiudo gli occhi e un senso di gelo pervade il mio polso, posso sentire i suoi passi avvicinarsi.
Joe mi fissa coi suoi occhi di plastica, è spaventato, lo vedo, anche io.
Lo stringo forte quando le schegge di vetro mi penetrano nel corpo, il rosso esplode mentre il mio fiato si spezza.

Quando riapro gli occhi lei è lì, le sue dita scivolano fra i miei capelli lentamente e io mi perdo nei suoi grandi occhi.
Silenzio e calma.
Mi sorride e mi culla, mi sorride sempre più, sempre più.
Una fessura distorta le segna il volto a metà e il nero ne sgorga copioso.
Sottili come lame le sue dita lacerano il mio capo portando via pelle e capelli.
Joe è fra le mie mani, umido e appiccicoso, i suoi occhi si illuminano nel guardarmi, ancora una volta, poi un leggero sussulto e si spengono vecchi e opachi bottoni.
Infine i pensieri si sgretolano mentre il suono delle mie urla copre ogni cosa.

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mercoledì 12 settembre 2007

 

Tra luce e ombra

Titolo: Tra luce e ombra
Tecnica: Inchiostro


Ancora un PNG della mia campagna di AD&D, la vampira Yvette.


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La sacerdotessa

Titolo: La sacerdotessa
Tecnica: Inchiostro

Ritratto di Etelka, sacerdotessa drow della mia campagna di AD&D di alcuni anni fa, illustrazione realizzata come copertina per la rivista amatoriale "Fumo di drago".


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martedì 11 settembre 2007

 

Di notte

Titolo: Di notte
Tecnica: Inchiostro

Di notte

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La danza della Morte

Titolo: La danza della Morte
Tecnica: Inchiostro

La danza della morte

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